RIFLESSIONI SULL’AGRIFOGLIO

“A vederlo nel pieno del suo rigoglio affrontare, quasi presuntuoso, il Padre Inverno, si direbbe che rappresenti una sorta di simbolo vegetale della vita stessa, una specie di diadema appuntato sul corpo senza vita del bosco. Gli altri alberi sembrano in qualche modo dormire più tranquilli se nelle vicinanze c’è un Agrifoglio, quasi avessero la necessità di sapere che la primavera tornerà anche per loro. Lui è lì, bellissimo e pregiato; non ha bisogno di nessuno, ma ama accompagnarsi con l’aristocrazia della foresta, o forse è l’aristocrazia che cerca la sua compagnia: lo si trova, infatti, accanto alle Querce secolari, quasi fosse una sorta di guardiano spavaldo investito del compito di tutelare i corpi dormienti dei giganti del bosco.”

(Da “Ogam – L’alfabeto celtico degli alberi” ,vol.2)

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