LO ZODIACO E LA CROCE DELLA VITA

Rispetto alla nostra mentalità moderna la scienza antica ha posseduto, nei riguardi della globalità delle manifestazioni vitali, sia per i fenomeni fisici che per quelli psichici, un potere di sintesi e di astrazione di cui oggi noi moderni abbiamo perso la capacità.
Con il nostro sistema di ragionamento siamo portati a perderci nei particolari, analizzando, frazionando, parcellizzando fino all’infinito, perdendo di vista il generale, le linee direttrici lungo la quale si snodano i vari fenomeni, apparentemente lontani fra di loro, ma intimamente legati da una stessa Legge che li governa e li sostanzia.
In questi ultimi anni, con la comparsa delle matematiche moderne per opera della scuola di Nicolas Bourbaki, sotto il cui nome fittizio si è celato un folto gruppo di matematici delle università di Nancy e di Chicago, vi è stato un tentativo di ritorno al vecchio sistema di ragionamento. Lasciato da parte il particolare si è tentato di ricercare le strutture fondamentali che possono essere definite per mezzo di un sistema di assiomi poco numerosi.
Data l’idea della forza chiarificatrice delle strutture matematiche, una loro riorganizzazione in questo senso può dare l’immagine della molteplicità dei fenomeni, raggruppabili in poche Leggi generali. Ciononostante, Se la Teoria degli Insiemi, dovuta a Georg Cantor, si è dimostrata così prolifica per lo sviluppo delle matematiche pure, non è riuscita tuttavia a giungere a quell’Insieme, Primo, suscettibile di possedere tutte le qualità, di avere determinate proprietà, di proporre determinate relazioni che possano essere applicate al fenomeno vitale, preso nella sua globalità.
È un onore comunque di questa scuola il poter applicare indifferentemente i teoremi della topologia generale sia allo spazio ordinario, come a quello di Hilbert, o ad altri ancora, ma soprattutto di aver riabilitato le leggi dell’analogia.
E.H. Moore nel suo libro Analisi generale del 1906 dice infatti che quando tra due campi si constatano delle analogie significa che esiste una struttura generale in cui ciascuno di essi assume l’aspetto di un caso particolare.
È esattamente il pensiero della scienza antica, che ha spinto ancor più in là il significato di analogia, fino a definirla’ una identità occulta.
Se esistono molteplici risultati che presentano analogie, senza peraltro avere rapporti tra di loro, se esistono molteplici teoremi le cui dimostrazioni presentano sorprendenti somiglianze, pur riferendosi a problemi diversi, deve esistere, al di là di essi, la struttura unificatrice che tutti li contiene e li giustifica.
E data la sua generalità essa sarà circoscrivibile, perché giunga alla nostra coscienza, sotto la veste di un simbolo il cui potere sintetico può colpire la nostra interiorità.
Il sistema del metodo assiomatico era già stato applicato, fino alle sue estreme conseguenze, dalla scienza antica nei riguardi dell’uomo considerato nel suo assieme psicosomatico, e di conseguenza era stato trasferito alla Natura, di cui l’uomo è il riflesso speculare.
Le condizioni generali furono codificate in quel prodigioso Mandala che è la rappresentazione dello Zodiaco, il datore di Vita, unitamente alle Sette Funzioni, i Sacri Pianeti dell’antichità, che fungono da Leggi universali.
La loro storia è racchiusa nel favoloso Libro della Mitologia, realizzando in tal modo una economia di pensiero, perché ogni soluzione trovata nello studio di una struttura particolare, si ripercuote sullo studio di tutti gli altri eventi che posseggono questa struttura.
Lo Zodiaco, che segue le nostre vicende annuali, narra le vicende del Principio Vitale che anima tanto l’ameba come l’uomo, anche se essi si esprimono in modo diverso, perché diverso è il loro stato di coscienza. Le varie individuazioni biologiche, come i vari stati di coscienza negli individui superiori, sono il portato di un linguaggio comune che assume la veste simbolica del Mandala, di una composizione che racchiude in se la totalità dei fenomeni vitali.
Se le Funzioni e lo Zodiaco rappresentano una Legge generale, le ripercussioni di essa si troveranno su qualsiasi piano della manifestazione. È solo questione di stato e di luogo che viene preso in considerazione in quel particolare momento, sia esso collocato sul piano fisico o su quello psichico. La stessa Legge, portatrice di una Funzione ed espressa in un Segno Zodiacale, cadenza ed informa di sé ogni espressione.
Purtuttavia la Funzione è subordinata ad una nozione ancor più fonda¬ mentale, quella di Insieme, per cui la Funzione Planetaria non può es¬sere disgiunta dallo Zodiaco, che diviene in tal senso il punto di raccolta di queste leggi.
Nascono, in base a queste relazioni reciproche, le affinità e i legami preferenziali tra Funzione e Segno, ove la Funzione trova, in un dato luogo e stato, le modalità migliori per esprimere la sua azione.
Sono i domicili o le esaltazioni dei vari Pianeti, per usare un linguaggio arcaico, nei Segni zodiacali preferenziali, per cui il simbolo Planetario, espressione di una Legge divina, viene ad assumere il significato di una Funzione nel senso matematico, collocato in un dato Insieme, lo Zodiaco, luogo di raccolta o, come dissero gli antichi, ove ogni cosa inclina ed ha il suo fondamento.
È il significato ed il mito di Stige, l’Oceanina immortale che rappresenta il fiume infernale aldilà del piano sensibile nella zona subliminale, che viene chiamata in Cielo da Giove dopo che ha vinto la battaglia contro i Titani, e che viene destinata a giuramento degli Dei.

* * *
In questo prodigioso Mandala di carattere universale, poiché è comune a tutti i sistemi teosofici e religiosi, è raccolta la storia della Sostanza che, scorrendo lungo le vie segnate dal Sette, si sostanzializza nelle 12 stazioni dell’anno.
Secondo gli antichi l’Universo è retto da Sette Leggi, o Dei. Essi sono il risultato della proporzione armonica che esiste tra i primi quattro numeri, fondamento di ogni cosa.
Le Sette Funzioni si distinguono, usando l’annotazione della mitologia greco-romana, in:

Sole. È la Vita Universa e Virtù Prima. Principio di trasmutazione che opera attraverso il Fuoco.

Marte. E il Sole nell’atto di esplicare la sua volontà. Il suo glifo è il cerchio del sole che
Ha come tangente una freccia. È l’azione diretta verso un fine.

Giove. Il sole che, divenuto materia, usa tutto quanto occorre per l’ultima destinazione.

Saturno. Il sole divenuto materia e giunto al suo massimo grado di condensazione. È il potere di cristallizzazione e di materializzazione.

Luna. Il sole nel suo riflesso immaginativo. È il processo creativo, continuo e trasmutatorio.

Venere. Il sole nel suo momento di matrimonio dell’intelligenza con la materia. È la copula, l’amore che unisce e armonizza.

Mercurio. Unione di Sole e Luna che si proietta nel quaternario della manifestazione. È l’interscambio tra un dentro e un fuori, fra due stati diversi. È il messaggero che lega cielo e terra.

Sono le Sette Funzioni che nel campo spirituale reggono le Virtù, in campo psichico le sette costellazioni corrispondenti, sul piano energetico i vari suoni, i vari colori, le varie lunghezze d’onda e nel campo chimico i sette livelli atomici ed i vari individui chimici della tabella di Mendelejeff.
Come essi pilotano i piani superiori, nello stesso modo pilotano i piani inferiori.
Come ogni elemento della Tabella di Mendelejeff è una Funzione Settenaria ben definita, così i Sette Dei passano di Periodo in Periodo verso una materializzazione crescente, fino agli elementi radioattivi ove l’accentramento cinetico, giunto al massimo, si disgrega per ritornare energia.
Ogni Funzione, come prima specificato, trova il suo punto di raccolta in quell’insieme che è lo Zodiaco per cui ogni Funzione richiama un segno zodiacale ove essa trova la sua collocazione.

Secondo il concetto sintetico della vecchia scienza, i 12 Segni Zodiacali raccolgono la potestà delle Sette Funzionalità nel seguente modo:
Marte – Signore di Ariete e Scorpione,
Venere – Signora di Toro e Bilancia,
Mercurio – Signore di Gemelli e Vergine,
Luna – Signora di Cancro
Sole – Signore di Leone,
(Sole e Luna hanno un solo domicilio)
Giove- Signore di Sagittario e Pesci,
Saturno – Signore di Capricorno e Acquario.

In questo modo le cinque Funzioni classiche dell’antichità hanno due domicili, il primo diurno, il secondo notturno, mentre i Luminari Sole e Luna hanno un solo domicilio.
I Segni Zodiacali sono punti di forza su cui possono far leva le Sette Leggi divine. Il cerchio zodiacale, in ultima analisi, è il percorso del Sole nel cielo, in una sua orbita completa di 360° .
La sua suddivisione per 12 porta a settori di 30° l’uno, che noi contiamo per mesi. Non è una suddivisione fatta a caso, poiché ha la sua ragion d’essere e le corrispondenze che ogni settore presenta con i vari individui di Natura è già stata illustrata ampiamente nel libro il Velo di Iside.
Come percorso del Sole il cielo, in rapporto alla Terra ritenuta come pia¬ no inerziale di riferimento, lo Zodiaco presenta alcune particolarità che sono in relazione alla declinazione dell’Astro e in rapporto diretto con le coordinate equatoriali della terra e l’eclittica.
A primavera, in marzo, nel Segno dell’Ariete, il Sole taglia l’eclittica, inclinata di 23° 30′ sul piano equatoriale della terra, nel suo punto centrale, ovvero in declinazione 0°.
In tale momento le ore di insolazione sono esattamente eguali alle ore notturne e la durata del giorno equivale alla notte.
Proseguendo nel suo corso, il Sole si alza sempre più alto sull’orizzonte, assumendo una declinazione Nord, che è computata come differenza in gradi tra la posizione dell’astro e l’equatore dell’eclittica.
Verso fine Giugno il Sole raggiunge la massima altezza e di conseguenza possiede la massima declinazione Nord. Le ore in insolazione raggiungono l’apice, per cui il giorno risulta più lungo della notte.
E’ il Solstizio d’Estate.
Passato questo punto, il Sole comincia ad abbassarsi sull’orizzonte, mentre le giornate, pur rimanendo sempre più lunghe della notte, si accorciano sempre più, finché si giunge all’equinozio di Autunno, in Settembre, che ripete le stesse condizioni di Marzo.
Il Sole è a declinazione 0° e le giornate sono eguali alla notte.
Indi, proseguendo nel suo cammino, il Sole passa in declinazione Sud, si abbassa sull’orizzonte e i giorni divengono più corti della notte.
A Dicembre l’Astro tocca il minimo di declinazione Sud, determinando il Solstizio di Inverno ove si ha il giorno più corto e la notte più lunga. Sul cerchio zodiacale si vengono a stabilire in tal modo, due assi: il primo, l’Asse Equinoziale che lega Ariete con Bilancia e che divide lo Zodiaco in due emisferi distinti, ove da Ariete a Bilancia, da marzo a settembre, il Sole è in declinazione Nord, mentre da Bilancia ad Ariete, da settembre a marzo dell’anno successivo, il Sole è in declinazione Sud. Il secondo Asse è l’Asse Solstiziale che lega tra di loro i due Solstizi, quello di Dicembre e quello di Giugno.
Si viene in tal senso a formare una croce, data dall’intersezione dei due assi che gli antichi hanno chiamato la Croce della Vita. La linea equinoziale Ariete-Bilancia divide lo Zodiaco in due emisferi. La parte a maggior insolazione, con l’astro in declinazione Nord, è stata chiamata nell’antichità zona luminosa o zona calda dello Zodiaco e quindi con proprietà peculiari che si riflettono sul piano dell’esistenza. L’emisfero ove il sole presenta declinazione Sud, in cui le giornate sono più corte delle notti, è stata chiamata zona oscura o zona fredda. Mentre la zona calda favorisce l’attività esteriore e quindi diventa un emisfero extroverso, la zona fredda interiorizza tutte le cose e diviene l’emisfero introverso.
Le leggende mitologiche che si legano a queste due proprietà dello Zodiaco sono innumerevoli presso tutte le civiltà antiche. Basti ricordare il mito di Persefone nella mitologia greca che passa sei mesi all’anno all’Ade e sei mesi in terra. Sono miti che in genere indicano i passi e le azioni che vanno compiuti in campo palingenetico nei vari periodi dell’anno, con particolare riferimento a quelli che devono essere effettuati nella zona oscura e quelli nella zona calda.
Il Templarismo, come l’ermetismo medioevale e quello odierno, presentano il periodo preparatorio nella fase oscura, poco prima del solstizio d’Inverno, per ottenere l’exiodea all’equinozio di primavera e l’epifania al Solstizio d’Estate.
La civiltà egizia, fin dalla più alta antichità, aveva sintetizzato questo iter iniziatico in un antico simbolo sfruttando la rappresentazione monomerica dello Zodiaco, ovvero la descrizione di ogni singolo grado del cerchio. È il cartiglio che indica la formazione del Ren, del Nome, anche conosciuto come quello dell’Horo andju.
I quattro punti cardinali della Croce, pur essendo tra loro complementari, non sono evidentemente eguali.
Se è fin troppo palese per quanto riguarda i solstizi, ove esistono due condizioni diametralmente opposte, perché posti in due emisferi diversi, non è la stessa cosa per gli equinozi.
La diversità tra Marzo e Settembre è altrettanto marcata quanto quella esistente tra Giugno e Dicembre. Anzi, Marzo, inizio dell’anno astronomico, si stacca completamente da tutto il resto dell’anno.
È l’epoca in cui, nell’antichità, esisteva la festa più importante e nello stesso tempo le azioni purificatorie esigevano il massimo scrupolo da parte di tutti.
La spiegazione astronomica di questo fatto l’abbiamo scoperta in questi ultimi anni. Oggi sappiamo che il Sole, con tutta la sua coorte, si sposta verso la costellazione di Ercole, per cui il moto combinato della Terra attorno all’astro non è un’ellisse, ma dalla risultante dei due moti si forma un moto elicoidale che è il moto della Terra nella Galassia. A Marzo la Terra si muove alla massima velocità di 45 km/s nel suo piano equatoriale, e punta approssimativamente verso il piano galattico. A Settembre si muove alla minima velocità di 25 km/s quasi lungo il proprio asse, con il polo in avanti, ortogonalmente alla direzione del centro galattico.
Una sola volta all’anno la Terra si muove lungo le linee di forza del campo radiale, due volte all’anno la Terra taglia perpendicolarmente le linee di forza del campo bipolare.
A parte un breve periodo di marzo, la terra si muove con il polo Nord in avanti.
Questo fiume di forze elettromagnetiche, la cui corrente ogni tanto si inverte, ha la sua importanza decisiva.
Prove effettuate all’Università Chimica di Firenze nel 1951 dal prof. Piccardi, ripetute poi nel 1959 a Sapporo in Giappone e continuate a Vienna e a Monaco, hanno mostrato come il tempo di coagulazione del cloruro di bismuto, ottenuto idrolizzando il tricloruro, presenti forti ano¬ malie in marzo. E così pure le esperienze condotte sulla coagulazione del sangue.
L’esperienza ha mostrato l’azione di una frazione d’anno sulla formazione di gel e di sol e sulla loro coagulazione dovuta alle variazioni che subisce l’acqua, per mezzo dei campi elettromagnetici e per l’influsso delle azioni cosmiche e spaziali.
L’epoca di Marzo diviene quindi un’anomalia rispetto a tutto il corso dell’anno per le sue condizioni elettromagnetiche e le influenze esterne. La conoscenza di questo stato di cose è sopravvissuta fino a poco tempo fa nei nostri costumi popolari, che richiedono per la salute del nostro organismo, determinate cure a base di erbe che rinnovino la tonicità dei nostri organi, impiegando prodotti della natura che siano sotto la segnatura della Funzionalità marziana, dispositrice del Segno di Ariete.
Sono ben note le cure primaverili a base di tinture di aglio o di succo di ortica, piante essenzialmente marziane, e la prima altresì Aretina.

(conferenza “Astrologia medica Egizia” – tenuta dal dott. Angelo Angelini nella sede dell’associazione Kemi Hathor – 1987)

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